Sono nata a Torino, dove ancora abito e creo profumi dietro a grandi vetrate che guardano i boschi della collina, la città e le montagne. Ho ereditato le caratteristiche del mio “naso” da una nonna e le ho perfezionate prima alla scuola di Hassan, un Maestro di essenze del Cairo, nel 1983, e poi l’anno dopo da Serge Kalouguine, della Parfumerie Fragonard di Grasse, in Provenza. Ci torno ancora tutti gli anni, a inebriarmi dell’odore delle rose centifoglie appena raccolte.
Creo profumi dal 1986. Tutto è cominciato in un piccolo negozio in Via Brera a Milano nel quale si affacciarono presto i primi clienti importanti che desideravano una fragranza su misura: a Ornella Vanoni, Elio Fiorucci, Lucia Locatelli, Francesco Totti, Asia Argento si sono aggiunti negli anni Ornella Muti, Giorgio Armani e tanti altri.
Ma il cliente più importante, quello che da solo basterebbe a rendere famoso un marchio nel mondo, è Elisabetta II d’Inghilterra. Come in un sogno, la Regina mi ha chiesto nel 2008 una fragranza esclusiva per le candele e gli ambienti di Buckingham Palace e delle altre residenze reali. E, sempre come in un sogno, mi ha ricevuta a Palazzo un anno dopo, per una breve e indimenticabile udienza privata.
Mi piace sperimentare, innovare, lasciare tracce olfattive nelle case e sulle persone. Studiare il passato. Ricreare ad esempio il profumo di Cleopatra descritto in un papiro egizio o la fragranza che usava Napoleone. Osservare un quadro di Caravaggio e riprodurre il profumo dei fiori che vi sono dipinti, come ho fatto per “Il suonatore di liuto” all’Hermitage di Pietroburgo.
Mi piace il mio lavoro, mi piace parlarne e insegnare quello che so e che ho imparato, per cercare di trasmettere alle tante persone che me lo chiedono la capacità di usare l’olfatto non solo per creare se lo desiderano le loro fragranze, ma anche per capire meglio la realtà che ci circonda. Perché il profumo, come diceva Yves Saint Laurent, è il fratello del respiro.